Il primo voto delle donne italiane avvenne nel 1946, dopo la guerra e il fascismo, ma la battaglia per i diritti e l’emancipazione femminile in Italia ha alle spalle una avvincente e lunga storia: dalle appassionate patriote del Risorgimento alle battagliere suffragiste (chiamate per scherno suffragette) di fine Ottocento che rompono gli atavici vincoli della cultura patriarcale del tempo, dalla mobilitazione nella prima e nella seconda guerra mondiale alla Resistenza e al referendum tra monarchia e repubblica.
Il decisivo passo verso il suffragio femminile si compie in Italia il 1 febbraio del 1945, quando il Consiglio dei Ministri estende il diritto di voto alle donne; il 10 marzo del 1946 un altro decreto legislativo riconosce alle donne l’eleggibilità. Operaie, contadine, impiegate ed anche suore sono pronte ad esprimere, per la prima volta, il loro voto.
Nei mesi di marzo e aprile del 1946, il primo appuntamento con le urne sono le elezioni amministrative in alcuni comuni. Un discreto numero di donne saranno elette nei Consigli Comunali e sei di loro ricopriranno la carica di Sindaco. A Milano sono quattro le consigliere elette: due di loro saranno nominate Assessore nella Giunta Comunale di Antonio Greppi e nel giugno del 1946 organizzeranno il primo convegno sul ruolo delle donne nei Consigli Comunali.
Il 2 giugno del 1946 l’elettorato femminile si presenta numerosissimo al voto per il Referendum istituzionale, che chiedeva al popolo italiano di scegliere per l’Italia tra Monarchia o Repubblica e per eleggere l’Assemblea Costituente: votarono circa 13 milioni di donne e 12 milioni di uomini. All’Assemblea Costituente gli eletti furono 556, tra i quali 21 donne: le “Madri Costituenti”.
Gli 80 anni del voto alle donne e della nascita della Repubblica italiana possono essere un’occasione importante per un’analisi delle contraddizioni ancora esistenti, dei problemi non risolti, delle conquiste, che non sono mai definitive, di che cosa c’è ancora da fare.
C’è ancora un lungo percorso da compiere e molto su cui intervenire: la preoccupante continua disparità nel mondo del lavoro e nelle retribuzioni, la condivisione delle responsabilità nel gestire il lavoro di cura nella famiglia, la continua esistenza di pregiudizi e stereotipi che alimentano la discriminazione di genere e anche comportamenti violenti.
Evento diffuso a Milano. Dal 1 Ottobre al 15 Novembre 2026.
Un evento che vuole essere un momento di riflessione, soprattutto per le giovani generazioni: quale la storia, quali gli sviluppi e oggi gli aspetti che contraddistinguono un diritto, che è alla base della democrazia nel nostro Paese, e che oggi vede troppo spesso una grave disaffezione.
La componente femminile e quella giovanile rivestono grande importanza nel forte astensionismo registrato negli ultimi anni nelle elezioni politiche, europee e locali, mentre è sempre stata massiccia la loro partecipazione ai Referendum costituzionali e abrogativi. Perché? Donne e giovani non hanno fiducia nella “politica” e conseguentemente nei partiti politici? Non si sentono rappresentati?
Filo conduttore dell’evento diffuso saranno le installazioni, poste in più sedi culturali e Universitarie di Milano, che ripercorrono in modo figurativo la storia del lungo percorso del voto alle donne: si tratta di una serie di sagome, realizzate da Chiara Corio, con la raffigurazione di immagini simboliche di donne a fianco di urne appositamente ricostruite, in cui si invitano visitatrici e visitatori ad esprimere il loro parere, in forma assolutamente anonima, sul valore del diritto al voto e sul perché tale diritto sia spesso così poco esercitato.






